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Nell’estate del 2016 il mio racconto Le piantagioni venne pubblicato sul numero 78 della rivista Robot. Per la prima volta qualcosa di mio faceva la propria comparsa su una pubblicazione. Un momento che ricordo bene, perché nella mia testa accadde esattamente questo:
Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo. (Carlos Ruiz Zafón, incipit de Il gioco dell’angelo)
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